Deborah Gardella

"Sono nata a Genova il 3 Dicembre 1968. La mia grande passione sin da ragazzina è la scrittura e nel 2004 seguo un corso di sceneggiatura alla SDAC, la scuola d'arte cinematografica di Genova, dove c’è il primo approccio per trasformare le parole in immagini. Nel 2016 termino un libro che verrà pubblicato con uno pseudonimo nel 2017. Nel 2016 mi avvicino alla lettura della psicoanalisi che poi mi porterà a partecipare a gruppi di lettura Junghiana e ad altri gruppi dove si analizzano, sempre insieme a professionisti, i sogni, nei quali scopro lo stesso linguaggio dei primi lavori con la pittura. Grazie a queste occupazioni comprendo sempre più l'esigenza interiore di dover esprimere parti di me in varie forme. La scrittura è auto curativa  mentre le passioni che nascono in quel momento sia per la fotografia sia per la pittura sono, la prima una necessità di conoscere l'esterno intorno a me e la seconda, un'esigenza per poter esternare l'inconscio e analizzarlo. Nei quadri con i corpi di donna in cui si evidenzia con la materia (gesso , colla, vernici e acrilico) la parte dove la luce colpisce il corpo c'è anche una parte che resta nell'oscurità. Questo tipo di espressione serve per comprendere la differenza ma anche per evidenziare la ricerca del dialogo tra l'Io e l'Ombra, tra il Conscio e l'Inconscio, e c'è una parte del corpo che il quadro non contiene perché non può ancora farlo, a sottolineare che il cammino è ancora lungo per poter integrare quelle parti di noi stessi che non conosciamo. I quadri parlano della natura dell'essere umano, della mai accettata ambivalenza ma con la quale dobbiamo sempre fare i conti per non andare in conflitto. Ed è questa ambivalenza che quando viene riconosciuta diventa uno strumento di creatività. La figura femminile, a livello estetico, porta con sé , nelle sue forme armoniose, un avvicinarsi allo stato di equilibrio sempre rincorso e mai afferrato.”