Nicola Giusfredi

Vespe e macchine d'epoca sono anche protagoniste delle opere dell'artista livornese Nicola Giusfredi. Si è avvicinato all’arte come autodidatta nell’atelier del maestro Ferruccio Mataresi, livornese come lui e allievo di Pietro Annigoni, affina la sua tecnica con lunghi studi sul chiaroscuro e lezioni centrate sul disegno. Ciò che dei suoi quadri colpisce subito sono i colori trasparenti e irreali, le atmosfere sfumate e talvolta asettiche, con gli sfondi ricchi di tonalità e ricercati cromatismi che vanno dai gialli, ai blu ai violetti. Merito anche dell’amore per la materia, che l’artista sente a 360 gradi tanto da preparare i colori di persona con una ricetta insegnatagli dal maestro Mataresi che prevede l’impasto di tuorli d’uovo, semi di lino e pigmenti, per realizzare gialli e rossi dalle luci singolari e dalle particolari consistenze. Su questi sfondi che strizzano l’occhio al linguaggio informale, l’artista scandisce e ritma lo spazio della tela inserendo figure e volumi rubati all’osservazione del quotidiano: fiori dalle forme architettoniche e particolari di carrozzerie d’auto, pezzi cult di design ma anche elementi d’arredamento. Oggetti pop dipinti con pennellate rapide ma modulate, addolcite da improvvisi punti luce che illuminano l’opera e catturano l’occhio di chi guarda. Proprio come le frasi inserite in ogni opera, scritta con una calligrafia veloce che dà movimento e dinamicità all’intera composizione. I pensieri o citazioni legate ad ogni dipinto da un particolare significato simbolico e invitano lo spettatore ad uno sguardo ancora più ravvicinato grazie alla scrittura volutamente poco leggibile, quasi l’artista volesse offrire a chi osserva un enigma tutto da scoprire, decifrare ed infine conquistare.