Valentino Marra

Sexy Red (particolare)

Valentino Marra, pittore e scultore salentino (è nato a Martano, Lecce, nel 1956), si è diplomato Maestro d’Arte presso l’Istituto Statale “Gioacchino Toma” di Galatina e successivamente ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Lecce. Ha partecipato a qualificate mostre personali e collettive in diverse città italiane e straniere dal 1980 in poi. Le sue Madonne dominano gli altari di alcune delle cappelle private più prestigiose del Salento. Ha eseguito le Pale d’altare della Chiesa degli Angeli a Lecce (2009). Le sue opere sono presenti  nelle più  importanti fiere d’arte contemporanea nazionali ed estere. L’ultima esposizione personale – tenutasi  presso il Palazzo della Comunità ad Orta San Giulio (7 dicembre 2013- 7 gennaio 2014) ed organizzata da Tiziano  Giurin di ArteVita Art&Co Galleria, Lecce –  è stata oggetto di un’importante monografia, Valentino Marra, Dreams on Canvas, edita da Silvana Editoriale e  curata dal critico d’arte Francesca Franco; il volume, tradotto in numerose lingue e distribuito nelle librerie e nei bookshop dei più importanti musei e gallerie d’arte del mondo,  presenta cento dipinti dell’artista e contiene un testo di Tiziano Giurin.
I dipinti, dedicati, soprattutto, ad icone del mondo femminile, da Marilyn Monroe a Diana Spencer, da Sofia Loren a Aung San Suu Kyi, fanno oggi parte di importanti collezioni pubbliche e private e riscuotono consensi da importanti critici a livello internazionale.

Partecipazioni più significative:
1995: “Interventi artistici” nel nucleo medievale, Berlino, Lugano.
1996: “Personale”: Palazzo Morettini, Locarno.
1997: “Off International Contemporary Art”, Flash Art Museum, Trevi (PG)
1998: “Da Duchamp a Coppi”, Tonino Art Gallery, Campione d’Italia.
2003: “Esposizione” White Cube al 44 di Duke Street, St. James’s Londra.
2005: Galleria Hauser & Wirth Zurigo.
2007: “Esposizione” Crisolart Gallerie Barcellona.
2008: “Giovani umani in fuga” Ai confini del museo, Lugano.
2008: “Esposizione” St Paul St Galleries 40 St Paul Street, Auckland Australia.
2009: Personale “Il tempo e la coscienza dell’istante”. Chiostro dei Domenicani (Le).
2010: Fiera internazionale di Arte contemporanea di Parigi “Grand Palais” (FIAC).
2010: “Campione si mostra unita 150 dell’Unità d’Italia”, Campione d’Italia.
2011: “People”, Circolo Uffiale, Palermo.
2011: “Enigma”, L’Arte Sacra Contemporanea, Rocca Monfina.
2011: “Gli abiti del male”, Museo Magma, (CE).
2012: “Il giardino delle delizie sensi sogni desideri”, Coronary 111 Art Gallery, Roma.
2012: “I Maestri Dell’Arte Contemporanea” dal 14 luglio al 22 luglio. Torre San Giovanni Alghero.
2012: Esposizione d’Arte Moderna e Contemporanea, “Padova Fiere” dal 9 al 12 novembre.
2013: “Forever Marilyn, Bye – Bye Cinquantenario, 1962 -2012″ Galleria Art&co. Dal 26 gennaio al 28 febbraio, Caserta.
2013: “Arte fiera” Genova dal 23 al 27 Febbraio.
2013: “EXPO ARTE”, Fiera Internazionale di Arte Moderna Contemporanea. Dall’8 all’11 marzo. Bari.
2013: “Forever Marilyn, Bye – Bye Cinquantenario, 1962 -2012″. Dal 13 aprile al 11 maggio, ArtGallery Parma.
2013: “ArtFair” Hong Kong, dal 23 al 26 maggio.
2013: “Ortarte” Galleria di Arte Contemporanea, Orta San Giulio.
2013: Personale “Valentino Marra” Palazzo Della Comunità, Orta San Giulio. Dal 8 dicembre al 7 gennaio 2014.
2013: “ONCE UPON A TIME” – ARTEVITA ART&CO GALLERIE – 30 NOVEMBRE/21 DICEMBRE – LECCE .
2014: “Ritratto di Donna” ARTEVITA ART&CO GALLERIE Dal 5 aprile al 4 maggio.
2014: Arte Padova fiera Internazionale d’Arte Moderna e Contemporanea dal 14 al 17 Novembre.
 
UN PERPETUO TRAFELATO PRESENTE
di Francesca Franco
"In questo scenario di vite di corsa Marra afferma l’esigenza di riscattare uno spazio indispensabile di sospensione che, senza annullarla, metta però tra parentesi la realtà, per riflettere su questioni personali che riguardano tutti: esigenze e felicità, memoria e oblio, fondatezza e inconsistenza, costrizione e libertà, passato e futuro. Lo fa optando per una pittura lenta e meticolosa contraria a ogni imperativo di efficiente produttività. Una pittura fatta al modo degli antichi, per successive sottili velature di colore ma sgargiante come nella migliore tradizione pop, per meglio gareggiare con l’universo totalizzante dei mass-media. In questa ricerca di un tempo altro si compie nel 2009 la folgorazione per la quarta dimensione e con essa un primo essenziale punto di svolta nella ricerca di Marra. La durata di Bergson, nella sua perenne e simultanea convergenza di presente e passato, conteneva infatti una promessa di intensificazione e modificazione dinamica della realtà materiale, ossia della parte s(t)olida e pesante della modernità. Marra muove da questa coniugazione di spazio e di tempo, per insistere attraverso una pittura viscosa sulla memoria quale fulcro della relazione tra materia e ciò che nell’uomo non è materia e neppure spirito, ma vitalità, affettività e pensiero. Una dicotomia dialogica che egli traduce in immagini a volte al limite della riconoscibilità e dell’astrazione. Spesso usato direttamente, senza l’intervento preventivo del disegno, il colore-luce si presenta come una massa prepotente e invasiva, che deforma lo spazio incurvandolo insieme con le linee-forza che costruiscono le figure. Le quali sono così liberate da qualsiasi ricordo di realtà percepita, per farsi espressione di qualcosa di più originale e insieme universale. Nascono così opere come Alchimia della ragione, Frammenti vitali, Il tempo e la coscienza dell’istante, Egoità spirito nell’immediatezza, Protemporalità, Quadristante, Movimento continuo e assoluto o Illusione del vivere, che si distingue dalle altre per sintesi iconica, giocata com’è sull’alternanza di due soli colori, bianco e giallo, a simbolizzare la luce: qualcosa per sua natura tanto ambigua da continuare a sfidare la scienza. Nonostante il significato letterale del titolo, questo quadro è una enuncia una voglia di libertà, di scioltezza, di leggerezza, evoca il desiderio di andare oltre, liberandosi dai limiti, da tutto ciò che è un ostacolo a una vita che si vorrebbe nuova, e che forse già lo è se solo non fosse negata. E Marra non la nega, con semplicità l’accoglie e l’asseconda, sostituendo all’intransigenza metallica e alla fosca protesta del nero, il diverso senso d’assoluto del bianco, la sua fusione appagata di tutti i colori dello spettro in movimento. Illusione del vivere scandisce, dunque, un momento decisivo di passaggio e di trasformazione, che apre la strada all’esplosione cromatica e vitalistica che di lì a poco avrebbe trovato compiuta espressione nella rivisitazione di temi pop come le Marilyn, i fiori e le bottiglie di Coca-Cola. Temi certo d’immediata piacevolezza o di collaudato appeal, ma utili a traghettare una riflessione non banale e per nulla edonistica verso un pubblico più ampio e diversificato per provenienza e background culturale."

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