Tracce // Paolo De Cuarto

 

ART&CO Lecce

è lieta di presentare la mostra

 Paolo De Cuarto

 Tracce

 

dal 27 Ottobre al 25 Novembre 2017

 

Sulla luminosa scia di Warhol VS Gartel, ART&CO Lecce presenta la mostra Tracce, personale di Paolo De Cuarto, artista internazionale e famoso in tutta la Penisola, capace di trasportarci nella dimensione del ricordo e di una leggera nostalgia attraverso le sue opere, raffiguranti un passato che riaffiora potente nella memoria e si rivela nel presente.

La mostra si inserisce nella mission della galleria ART&CO Lecce, che alterna artisti già affermati nel mondo dell'arte contemporanea, come De Cuarto, con artisti del progetto Zoom Salento, che ha riscosso un enorme successo con il suo primo artista salentino, Giancarlo Moscara. Se la mostra del maestro Moscara lascia spazio a De Cuarto, non si conclude però il rapporto dell'artista con ART&CO: il progetto Zoom Salento infatti non si limita ad accogliere nei propri spazi le opere degli artisti di questa meravigliosa terra, ma desidera valorizzarli e farli conoscere anche al di fuori di Lecce e della Puglia con mostre itineranti e progetti ad hoc, nei nostri spazi ART&CO come in altre sedi scelte.

Vogliamo che il meglio di questa terra, culla di cultura e tradizione, sia conosciuto a 360 gradi, anche attraverso fiere internazionali o libri d'arte monografici di ciascun artista, arricchiti con testi critici.

Zoom Salento si estenderà quindi alla valorizzazione dell’artista scelto, che verrà seguito ed incentivato attraverso questo progetto culturale ed imprenditoriale che risponde alla doppia natura della galleria ART&CO, luogo di cultura e di incontro di collezionisti.

 

 

Un'opera di De Cuarto è come il viso di Anna Magnani:

 un volto di una bellezza struggente, orgoglioso dei segni del tempo.

 Emma Pirozzi

 

 

 

Lasciami tutte le rughe, non me ne togliere nemmeno una. C'ho messo una vita a farmele!

È la celebre frase che Anna Magnani disse al suo truccatore, a celebrazione del tempo che passa e che lascia il suo segno sui volti: allo stesso modo anche le opere di De Cuarto celebrano lo scorrere del tempo. Certamente una voce fuori dal coro, in un mondo come il nostro che, al contrario, ostenta il nuovo e lo stupore ad ogni costo, la forma e le fattezze perfette, di plastica, finte, artificiose.

De Cuarto invece ci propone una visione diversa, con innata eleganza vuole riportare alla luce immagini del nostro passato, che fanno parte del nostro vissuto e che ci vengono riproposte in una forma che riconosciamo come familiare, ma che ci risulta allo stesso tempo del tutto nuova. Ad ognuno di noi, davanti ad una sua opera, verrà spontaneo dire “Ti Ricordi?” di una pubblicità vista e rivista da piccoli, o di slogan, di personaggi ormai entrati nella memoria collettiva e sicuramente, per qualche tempo, anche nel nostro quotidiano.

De Cuarto riproduce sulla tela un muro, come quelli delle nostre città, che un tempo (ed in parte anche oggi) erano teatro di pubblicità e manifesti. Su questi muri l'artista sceglie con cura immagini vintage, mai casuali e soprattutto mai nella loro interezza: non vogliono essere riproduzioni fedeli e didascaliche, che vogliono riproporre un'epoca attraverso le immagini, bensì ricordi, romantici ed immediati quindi frammentati, zoommati a volte. I nostri ricordi lontani quando riaffiorano alla mente non sono mai del tutto precisi, ma si focalizzano su uno o più particolari che la nostra mente, più o meno arbitrariamente, registra come più importanti.

De Cuarto compie un'impresa artistica stupefacente: riesce a riprodurre sulla tela uno degli elementi più effimeri e sfuggenti: il tempo. Monet prima di lui alla fine del XIX secolo aveva rappresentato il tempo attraverso la serie delle Cattedrali di Rouen, riproducendone la facciata nei vari momenti del giorno e delle stagioni. De Cuarto riesce nell'impresa con ognuna delle sue opere. Le tele diventano muri scrostati, invecchiati, quasi come fossero stati rovinati da pioggia o vento, vintage, come vintage sono anche le immagini rappresentate: pubblicità del Carosello, marchi famosi, diventati oggi celeberrimi, ma che all'epoca stavano muovendo i primi passi nel mercato, manifesti politici e di propaganda. Ama moltissimo Duchamp e come lui utilizza per le sue opere oggetti già esistenti, invece di ruote e sgabelli però De Cuarto reinventa il Ready made costruendo le sue opere con manifesti e pubblicità, slogan, frasi e cartelloni. L'artista si concentra soprattutto sugli anni '50 e '60, anni cruciali nel nostro paese, dove tra le altre cose si sviluppa il design, si comincia a comprendere il grandissimo potere persuasivo della pubblicità e degli slogan e la televisione comincia ad entrare in quasi tutte le case, cambiando per sempre la nostra percezione dell'immagine. Le opere vivono in equilibrio fra il Pop, l'arte che prende spunto dal popolare, dal quotidiano e dal moderno ed il muro, il graffito arcaico, quasi primordiale, che ci rimanda appunto ai graffiti attraverso cui comunicavano gli uomini preistorici. L'arcaico ed il moderno, il pop ed il passare del tempo si fondono in De Cuarto, creando un'atmosfera sospesa: sembra di salire su una macchina del tempo che ci porta però in un posto che già conosciamo, in cui siamo già stati. Sembra dunque di visitare uno scavo archeologico, De Cuarto rappresenta i soggetti scelti con un approccio storico, preciso, senza però apparire didascalico, ci racconta sì la storia ma attraverso l'emozione di un ricordo, di un frammento che ha già trovato spazio nella nostra stessa memoria.